Diciassette anni fa ho messo un sogno nel cassetto, ho chiuso il cassetto a chiave e mi sono cercata un lavoro che mi permettesse di pagare le bollette e un mutuo.
Lunedì pomeriggio quel cassetto ha cominciato ad aprirsi un po’ quando su quel monitor che avevo di fronte è apparsa una scritta verde e un punteggio: 41.5.
Mentre uscivo dalla scuola per andare alla macchina, riuscivo solo a pensare a quel cassetto chiuso per diciassette anni.
Poi ho fatto un paio di telefonate, mi sono fumata una sigaretta nel parcheggio della scuola e sono salita in macchina. Mentre mettevo in moto la macchina, mi è tornata in mente la mia professoressa di italiano delle superiori e lì, in quel parcheggio deserto, l’ho ringraziata più volte mentalmente.
Senza di lei quel sogno lì, chiuso per tanti anni in un cassetto, non esisterebbe nemmeno.
Oggi l’ho chiamata dopo dieci anni di silenzio da parte di entrambe.
A parte la bellezza di riprendere un dialogo dopo tanto tempo con la stessa confidenza di allora, la prima cosa che mi ha detto è stata: “questa è proprio una bella notizia, provaci, non ci perdi assolutamente niente”.
Quando poi le ho ricordato che la mia passione per la letteratura è nata soprattutto grazie a lei, questo è stato il dialogo che ne è seguito:
“Ma se non mi ascoltavi mai, non facevi altro che leggere dei gran libri sotto al banco.”
“Non è vero.”
“Sì invece. Ricordo perfettamente una delle poche volte che hai alzato la testa dal librone che stavi leggendo..”
“forse era Il signore degli anelli, in effetti era ingombrante”
“No, eri nel periodo dei russi, avevi letto già tutti i francesi e ti eri innamorata dei russi, Tolkien è arrivato dopo… Comunque, ad un certo punto hai alzato la testa e hai detto: “ però, questo sì che è interessante prof!” E io, per la prima volta, ho pensato: “almeno ogni tanto ascolta anche le lezioni”.
Io non lo so se fra un anno sarò ancora dietro ad una scrivania a fare un lavoro che, di fatto, non mi dà altro che la soddisfazione di avere poche preoccupazioni economiche. Non so se quel cassetto sia destinato ad aprirsi o a chiudersi per sempre, penso ancora che ci sarebbe bisogno di un vero miracolo per farmi arrivare nei primi 44 posti.
So solo che, questa sera, quel numero che dà il titolo al post mi ha fatto ritrovare una persona che ha contribuito parecchio a farmi diventare quella che sono oggi e questo, per ora, mi basta.

In bocca al lupo, naturalmente. E speriamo tu ti unisca alla schiera dei prof capaci d’ispirare.
grazie di cuore
Prendici gusto ad aprire cassetti e non accontentarti del primo. Scoprirai tante cose belle di te che credevi potessero appartenere solo agli altri. Le passioni rendono luminosa la nostra vita e dobbiamo smetterla di farci spegnere. Ti auguro con tutto il cuore che questo cassetto si spalanchi ma se così non fosse, non fermarti.
Inviato da iPhone
ti ho già detto grazie altrove, ma lo dico anche qui. “Dobbiamo smettere di farci spegnere” sarà il mio motto del 2013
Hai forse partecipato al concorsone della scuola? Quando i sogni stanno troppo a lungo in un cassetto spesso fanno la muffa o muoiono asfissiati, Il tuo mi sembra ancora vivo. Ti auguro tutto il bello e il bene dei sogni che si avverano. E te lo dice una che nella scuola c’è da 20 anni.
Sì concorsone, accetto l’augurio e ti terrò aggiornata. Grazie